La Valle Varaita e il Monviso

Una valle, la Valle Varaita, lunga una settantina di chilometri dove i dolci e fertili declivi del tratto iniziale si trasformano in paesaggi alpini, pascoli e ripide praterie, vaste foreste di latifoglie, pinete di larici e il bosco dell’Alevè, il più grande bosco di Pino cembro (91% circa) dell’Arco Alpino. Su tutto questo veglia, simbolo e padrone della valle, il Monviso, piramide di roccia che, scomparendo e riapparendo a seconda dei tratti e delle prospettive, regala panorami indimenticabili con il suo profilo inconfondibile.

Alta Val Varaita Tomatis Davide, CC BY-SA 4.0 < https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0 >, via Wikimedia Commons

Perché visitare la Valle Varaita

Visitare la Val Varaita è un viaggio tra le montagne, ma anche una discesa nella memoria della cultura occitana rimasta radicata in queste valli. Come dimostra La Baía (o Baìo, come la chiamiamo qui), la festa tradizionale che si svolge ogni cinque anni nel comune di Sampeyre, nelle prime settimane di febbraio. Una delle più importanti e antiche feste tradizionali delle Alpi italiane.

Ci sono valli più note? Sì. Altre con impianti sciistici più efficienti? Certo. Posti di montagna più glamour? Senz’altro, ma la Valle Varaita ci ha conquistati proprio perché di glamour non ha quasi nulla e si è conservata integra, selvatica e con il giusto mix tra economia locale e turismo.

L’unica è venirci! Noi ti aspettiamo, ma intanto ti raccontiamo qualcosa di più.

Immaginala come una fionda…

Immagina la Valle Varaita come una fionda o la bacchetta di un rabdomante. L’impugnatura parte da Costigliole (460 s.l.m.) e arriva sino a Casteldelfino (1296 s.l.m.), seguendo la fondovalle che costeggia il fiume Varaita. Qui la valle si biforca: inizia la fionda.

Ramo sinistro: la Valle di Bellino

A sinistra la Valle di Bellino, l’angolo meglio conservato, integro e caratteristico, che si può risalire in auto sino a S. Anna (1852 s.l.m.) da dove partono infiniti itinerari per passeggiate, valichi e colli.
La Valle di Bellino vale sicuramente una visita alle sue “têtes coupées” (teste antropomorfe utilizzate come elementi ornamentali secondo l’uso delle antiche popolazioni celtiche) e ai portali megalitici; la Parrocchiale di San Giacomo a Borgata Chiesa; le meridiane e il Museo del Tempo (Borgata Celle), l’osservatorio astronomico in località Mas di Brun.

Ramo destro: Pontechianale e il Colle dell’Agnello

L’altro ramo della fionda lascia invece Casteldelfino (1296 s.l.m.) e sale, costeggiando la diga e poi il lago di Pontechianale, fino a Chianale (1797 s.l.m.) che con i suoi 214 abitanti è l’ultimo borgo della valle, nonché un gioiello architettonico annoverato tra i Borghi più belli d’Italia. Da lì la strada prosegue fino al Colle dell’Agnello, uno dei valichi automobilistici più alti d’Europa con i suoi 2748 metri s.l.m., per poi scendere in Francia nella valle del Queyras.

La Valle Varaita ti aspetta: vieni a trovarci?

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